Speciale RCT Derive (1a parte)


Di nuovo su suolo Italiano.

L’argomento di oggi e’, appunto, Responabilita’ Civile Derive. Queste “cose naviganti” che spaziano dall’Optimist a 49ers sono del tutto assimilabili a delle biciclette a livello assicurativo, non importa quanto lunghe, invelate, complesse o divertenti. Sono di fatto beni mobili non registrati e non auto-propulsi, questo loro modo di essere le pone automaticamente in un limbo assicurativo che: genericamente, spiacevolmente e in modo eticamente non corretto viene assorbito da una tipologia di copertura che, ad un velista, risulta gia’ indigesta dal nome ovvero la fatidica “RC del Capofamiglia”.

La RC del Capofamiglia e’ una utilissima polizza che, in Italia, costa come 50 Coni Gelato che ha l’ingrato compito di coprire i danni cagionati a terzi nello svolgimento di tutte le attivita’ extra lavorative del Capofamiglia (dizione antiquata ed attualmente non politically correct per identificare un soggetto ed i suoi conviventi) ivi comprese le attivita’ sportive non professionali, quali ad esempio l’utilizzo di una “cosa navigante non autopropulsa” oppure il morso del cane – graffio del gatto – stritolamento del boa casalingo, ecc.

Ora, perche’ mi prendo la briga di dire che la RC del Capofamiglia svolge un compito “ingrato, generico, spiacevole ed eticamente non corretto” ?

La ragione non risiede nella copertura di per se’ che va benissimo per la sua natura ed utilizzo in astratto, ma nelle mani di chi va questa polizza quando e’ il caso di attivarla ovvero al momento di liquidare un danno. Per lo stesso motivo per cui, a nessuno di voi (me lo auguro sinceramente !!!), verrebbe in mente di coprire la propria barca o prendere in mano una barca in charter con una copertura Incendio e Furto di stampo terrestre, al pari, chi regata e, di fatto ed esplicitamente, acconsente e sottoscrive quel contratto che e’ il bando di regata per il quale si accettano tra i partecipanti regole comuni, ha un obbligo morale nei confronti dei propri avversari. L’obbligo morale e’ semplicemente che nel bando si dichiara di avere una copertura assicurativa di Responsabilita’ Civile, valida ed in vigore. Implicitamente “Valida” significa anche che paghi in fretta e con un grado competenza adeguato.

E qui si annida il problema. Provate ad andare a parlare di Opera Viva, Opera Morta, Boma, Tangone, Spy, ecc. ad uno che liquida danni da rottura di tubi dell’acqua oppure vasi che volano dalle finestre tutti i giorni. E qui mi attiro’ le ire invereconde dei miei colleghi Assicuratori/Liquidatori (la maiuscola e’ per Captatio Benevolentie). Purtroppo, nel mio lavoro, mi sono trovato troppe volte a discutere con Liquidatori che, non avendo una piu’ pallida idea dell’argomento “imbarcazione”, il che e’ piu’ che legittimo visto che le Compagnie italiane non tirano fuori un soldino per la formazione dei loro dipendenti, si chiudono “a riccio” e rifiutano il dialogo invece di, umilmente, stare ascoltare chi ne sa piu’ di loro sull’argomento (spesso gli stessi danneggiati): il tutto nella tema di essere turlupinati e derubati (peraltro di denaro non loro).

Quanto volte ho sentito dire: “Ah una imbarcazione Comet 11 del 1983 … 60.000€ di valore ? ma siamo matti, una ritmo del 1983 non vale cosi!!!”

Sgombrato il campo dalla considerazione etico-morale (che la meta’ di voi non condividera’ sicuramente immaginando che io stia facendo dietrologia), ritorniamo a bomba all’argomento principale: RCT delle Derive.

La Federazione Italiana Vela dovrebbe avere (finalmente) aggiornato il massimale minimo richiesto per regatare a 1.500.000€, precedentemente aveva una valore ancora condizionato dalla trasformazione Lira/Euro fissato in 1.033.000€.

Quali componenti sono importanti nella copertura RCT Derive ? Cosa deve coprire ?

Innanzitutto attenzione sul fatto che le derive non soggiacciono alla Legge 990/69 (Responsabilita’ Civile Obbligatoria per i veicoli a motore) quindi sgombrate subito il campo da tutto cio’ che sapete, immaginate o sperate circa la RC Auto.

Deve coprire la proprieta’/utilizzo e conduzione, incluse le regate della deriva identificata in polizza, avendo la precisazione che e’ coperta anche la RC a terra (ovvero carico, scarico ed operazioni di armo e disarmo). Questa precisazione e’ assai importante perche’ di fatto, il danno in questi frangenti a terra, non li fa’ la deriva in quanto non auto-propulsa ma li fa il proprietario utilizzatore.

Abbiamo detto “Deriva identificata in polizza” e qui un nuovo problema sorge (e “manda nei matti” i genitori dei giovani velisti): Se un soggetto passa da una deriva (ovviamente non di proprieta’) all’altra per allenamenti, prove o regate ? Ci vuole una sorta di “Polizza del Velista” che nessuno sa come fare (io ci sto mettendo le mani ora, incontrando non pochi problemi con le Compagnie).

Un parziale soluzione e’ quella di inserire una clausola per cui si intende coperta la RC della deriva identificata per prove, allenamenti e regate e di qualsiasi altra deriva sotto i 6 mt. solo in caso di regate ufficiali.

In un futuro molto breve, nella 2° parte, vedremo gli altri problemi connessi alla RCT delle Derive, per oggi basta cosi’ non vogliamo rischiare una Information Overload.

 

 

 

 

 

 

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